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Parrocchia di San Gennarello

San Michele Arcangelo

Ignoto scultore
sec. XVIII
legno policromo

Questa magnifica scultura di San Michele Arcangelo trae ispirazione dal celebre passo del libro dell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo (Ap 12,7-9), che narra la battaglia celeste tra l’arcangelo e i suoi angeli contro il drago, simbolo di Satana. Il brano biblico trova qui una trasposizione plastica di straordinaria efficacia: San Michele è raffigurato nel momento culminante della vittoria, con la spada levata e un’espressione serena ma risoluta, mentre calpesta il demonio sconfitto. La composizione, carica di tensione drammatica, enfatizza il trionfo del bene sul male, un tema centrale nell’iconografia cristiana.

L’opera si inserisce pienamente nella tradizione della scultura barocca napoletana, erede dell’arte di maestri come Cosimo Fanzago, Lorenzo Vaccaro e, successivamente, Francesco Celebrano e Giuseppe Sanmartino. Questa scuola, caratterizzata da un perfetto equilibrio tra realismo, teatralità e devozione, mirava a coinvolgere emotivamente il fedele attraverso la potenza espressiva delle immagini sacre. L’influenza del barocco napoletano è evidente nella resa dinamica del corpo di San Michele, nella plasticità dei panneggi e nella raffinata lavorazione dell’armatura, arricchita da dettagli dorati che ne esaltano la maestosità. L’opera mostra anche affinità con la tradizione dei cartapestai e scultori in legno attivi tra il XVIII e il XIX secolo, che continuarono a produrre opere di forte impatto scenografico per chiese e processioni devozionali. Un possibile autore potrebbe appartenere alla cerchia di artisti napoletani attivi tra il XVIII e il XIX secolo, come Pietro Bracci, noto per la sua capacità di fondere classicismo e barocco, o altri maestri specializzati nella statuaria sacra. L’uso della policromia e della doratura richiama, inoltre, l’influenza della scuola spagnola, la cui impronta è evidente nell’arte sacra napoletana, soprattutto grazie agli artisti Pedro de Mena e José de Ribera.

Dal punto di vista estetico, la scultura si distingue per la sua composizione intensa e drammatica. San Michele è raffigurato in un gesto di suprema giustizia, con il corpo leggermente inclinato in avanti a suggerire movimento e tensione. Il fluire delle vesti e la disposizione delle ali amplificano l’effetto scenografico, mentre la cromia contribuisce a rendere l’opera visivamente potente. L’armatura dorata, simbolo di purezza e gloria divina, riflette la luce, mentre il mantello rosso, con le sue pieghe ampie e plastiche, evoca forza e passione. Le ali, sfumate di blu e oro, creano un raffinato contrasto cromatico che sottolinea la natura celeste dell’arcangelo. I dettagli decorativi, come i bordi dorati delle vesti e gli elementi ornamentali dell’armatura, testimoniano l’abilità dell’artista nella resa dei materiali e nella creazione di effetti illusionistici. Il demonio sconfitto, ai piedi dell’arcangelo, è caratterizzato da una colorazione più scura e toni terrosi, a sottolinearne la natura infernale. La pelle arrossata e i tratti sofferenti accentuano il contrasto tra il bene e il male, un elemento tipico della scultura sacra napoletana, pensata per coinvolgere emotivamente il fedele ed esaltare il trionfo della giustizia divina.

In sintesi, questa scultura rappresenta un perfetto equilibrio tra teatralità ed eleganza, tra potenza espressiva e raffinatezza formale. La vivacità della policromia e la minuziosa cura dei dettagli la collocano nella tradizione della scuola napoletana, forse ispirata agli artisti del tardo barocco come Lorenzo Vaccaro o ai maestri della statuaria sacra del XIX secolo. Con la sua forza visiva e spirituale, l’opera non è solo una straordinaria espressione artistica, ma anche un potente veicolo di fede e strumento di catechesi visiva.

Biografia

La festa dei Santi Arcangeli, Michele, Gabriele e Raffaele, si celebra il 29 settembre in ricordo della dedicazione di un’antica basilica romana intitolata a San Michele sulla via Salaria, menzionata già nel Martirologio Geronimiano (V-VI secolo). In questo giorno, la Chiesa onora i tre arcangeli che, secondo la Sacra Scrittura, servono Dio incessantemente e ne contemplano il volto.

Oltre alla festa di settembre, il giorno 8 maggio si celebra un’altra ricorrenza legata a San Michele, particolarmente sentita nel Sud Italia, in ricordo della prima apparizione di San Michele Arcangelo nel 490 d.C. sul Monte Gargano, in Puglia. Secondo la tradizione, l’Arcangelo apparve a un nobile del luogo nella grotta che divenne il celebre santuario di Monte Sant’Angelo, uno dei principali luoghi di culto micaelici in Europa. La sua apparizione fu seguita da altri eventi miracolosi, che rafforzarono la devozione verso San Michele come difensore della Chiesa.

Nel Medioevo, il culto di San Michele si diffuse ampiamente, dando origine a numerosi santuari e pellegrinaggi, tra cui la Via Micaelica, che collega il Gargano con Mont-Saint-Michel in Francia.

In questa stessa data, l’8 maggio, a Ottaviano si celebra la festa patronale di San Michele Arcangelo, con solenni celebrazioni religiose e tradizioni popolari in onore del Santo Patrono, testimonianza della profonda devozione della comunità locale.

San Michele è patrono della Chiesa universale, della polizia, dei paracadutisti e di molte città e nazioni. Le sue celebrazioni sono momenti di forte devozione, durante i quali i fedeli invocano la sua intercessione contro le forze del male oltreché per ottenere protezione e guida spirituale.