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Parrocchia di San Gennarello

La Storia

Fino agli inizi del 1600, la maggior parte degli abitanti di Ottajano (oggi Ottaviano), risiedeva nel centro storico, che comprendeva anche i territori degli attuali comuni di Terzigno e San Giuseppe Vesuviano. Nel 1631, a causa di una devastante eruzione del Vesuvio, circa 3000 persone fuggirono, rifugiandosi a Sarno, Striano e San Gennaro di Palma. Alcuni si stabilirono nelle campagne circostanti, in particolare nella zona chiamata “Alli Boccia” (l’attuale San Giuseppe Vesuviano) e parzialmente nell’area di San Gennarello. Questi rifugiati, avendo perso i loro beni nel centro storico, si fermarono nei nuovi insediamenti che col tempo si svilupparono in borghi più grandi. Tra questi, l’area di “Alli Boccia” ebbe una particolare crescita, trovandosi in un punto strategico tra le vie di comunicazione con la Puglia e Nola e il porto di Torre-Castellammare.

Dopo l’eruzione del 1631, il Vesuvio continuò ad eruttare, spaventando la popolazione locale, che si affidava alla protezione di San Gennaro e della Vergine del Carmine. All’epoca, Ottajano era sotto il governo del principe Don Giuseppe I de Medici e, grazie alla fertilità del terreno vesuviano, molti nobili napoletani possedevano ampie proprietà agricole nella zona.

In questo contesto storico, emerge la figura di mons. Francesco Montella, nato a Ottaviano intorno al 1670 e morto nel 1746. Protonotario Apostolico e Sacrista Maggiore della Chiesa Arcivescovile di Napoli, Montella ereditò un vasto terreno nella zona chiamata “via di Sarno”. Mosso da devozione, nel 1716 costruì una cappella dedicata a San Gennaro su questo terreno, con l’intenzione di coltivare una parte di campagna fino ad allora incolta e di fornire un luogo di culto agli abitanti delle campagne, che erano lontani dalle chiese locali. La cappella costruita da Montella divenne il nucleo della futura parrocchia di San Gennarello. La sua costruzione, che costò tremila ducati, fu spinta dalla sua devozione al santo e dalla necessità di offrire un luogo di culto alla popolazione rurale, distante dalle chiese esistenti. Montella dotò la cappella di cappellanie perpetue per garantire il mantenimento del culto religioso.

Alla sua morte nel 1746, i suoi eredi, tra cui Giuseppe Maffettone e i fratelli Felice e Aniello Cianci, seguirono le sue volontà, ampliando la cappella e fondando una nuova comunità religiosa. Nel 1755, la cappella fu elevata a parrocchia, grazie all’approvazione del Re di Napoli Carlo di Borbone e del Vescovo di Nola Troiano Caracciolo del Sole. La nuova parrocchia di San Gennarello di Ottaviano venne dotata di un vasto territorio, con porzioni distaccate dalle parrocchie di San Giuseppe e San Arcangelo. Gli eredi di Montella si impegnarono per ampliare la cappella, che assunse l’aspetto attuale.

Nel 1774, la Chiesa Parrocchiale di San Gennarello fu costruita su progetto dell’ingegnere Giuseppe Falanga e venne consacrata nel 1889 da mons. Salvatore Nappi, Arcivescovo di Conza e Campagna. Nel 2010-2013, la chiesa subì importanti restauri che ne hanno restituito l’antico splendore.

Un monumento eretto in suo onore nella sagrestia della parrocchia ricorda l’importante contributo di Montella alla comunità religiosa di Ottaviano, sottolineando il suo zelo per i poveri e il forte legame con San Gennaro.

 
Parrocchia di San Gennarello

Lapide della fondazione della Chiesa

Questa Chiesa consacrata a San Gennaro
Don Francesco Montella
protonotario Apostolico
e Sacrista Maggiore
della Chiesa cattedrale di Napoli
per provvedere alla pietà dei coloni
e dalle fondamenta eresse,
dotandola di perpetuo censo
per le funzioni sacre
Anno del Signore 1716

Questa importante epigrafe, ritenuta perduta, è stata ritrovata seppellita sotto cumuli di detriti nella Cripta della nostra Chiesa Parrocchiale durante, i lavori di pulizia del 30 novembre 2014. Il frammento lapideo originale è stato completato nelle parti mancanti grazie alle fonti storiche custodite nel nostro Archivio. Le antiche lettere risultavano riempite di piombo fuso, come si evince da piccoli fori che permettevano l’aderenza del metallo.

La nostra Chiesa, denominata “di San Gennarello” dallo stesso mons. Montella, è stata il cardine intorno al quale la comunità ha consolidato la propria appartenenza, contribuendo in modo incomparabile allo sviluppo di questa terra. A perenne memoria della sua lungimirante opera, gli eredi eressero nella sala storica, che oggi è Sagrestia e Ufficio Parrocchiale, un importante monumento. Il bianco basso-rilievo marmoreo, raffigurante mons. Montella, è inserito in un’artistica cornice e sovrasta la complessa iscrizione latina.

Parrocchia di San Gennarello

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