La Torre Civica dell’Orologio
memoria e identità di una comunità
La Torre, con la piazza, la strada Nola-San Giuseppe e la statua di San Gennaro, attribuita a Matteo Bottiglieri (1684-1757), forma un insieme inscindibile per la memoria collettiva di San Gennarello. La strada su cui si affaccia, infatti, segue il tracciato di una delle vie più antiche della Campania Felice, nota come “via del grano e del sale”, un crocevia di scambi e incontri tra comunità. Documenti risalenti al maggio 1837 attestano il passaggio quotidiano di oltre cento carri a quattro ruote, segno di un fervente dinamismo economico e sociale.
Fin dalla metà del Settecento, anno in cui San Gennarello divenne parrocchia, una piccola torre campanaria sorgeva accanto alla chiesa. Il parroco Biagio Ambrosio scrive che “per accordi e convenzioni tra l’amministrazione Comunale d’Ottaviano e l’Autorità ecclesiastica, per rendere sempre più bella la piazza e per dare al nostro paese opere necessarie, il parroco del tempo cedette un basso attiguo all’abitazione del sacrestano, e l’amministrazione d’Ottaviano vi fabbricò l’attuale torre per uso orologio, accollandosi anche la spesa, come fece, della costruzione di tue camere sopra la vecchia sacrestia, come si vedono tuttora”. Secondo lo storico Carmine Cimmino la nuova Torre fu edificata tra il 1869 e il 1883, grazie al contributo di Aniello Ammirati, nel 1868 vice presidente della Gran Corte Criminale di Napoli.
Testimonianze fondamentali ne confermano il completamento: la data incisa sulle campane, probabilmente fuse dal noto fonditore napoletano Gennaro Danisi, e una relazione del 1885 a firma dell’allora parroco don Francesco Annunziata, attestante che la costruzione era già terminata nel 1883.
Il progetto si deve agli architetti Vincenzo Del Giudice ed Ernesto Bifulco, quest’ultimo fratello di Giuseppe Bifulco, all’epoca sindaco di Ottaviano. L’orologio fu probabilmente montato in una fase successiva, mentre l’ornato in stile liberty, che ancora oggi caratterizza la Torre, venne rispettato anche nei restauri seguiti all’eruzione del Vesuvio del 1906.
Nel tempo, la Torre ha subito interventi di consolidamento, l’ultimo dei quali promosso dall’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero al fine di garantirne la sicurezza. Il restauro del 2019, reso possibile anche con il contributo dell’Amministrazione Comunale di Ottaviano, ha riportato l’edificio al suo splendore originale.
Nel corso della cerimonia di inaugurazione, è stata svelata una lapide commemorativa con una citazione di San Paolino da Nola (353-431 d.C.): “Mentre il tempo trascorre / e dinanzi a noi si apre il giorno della vita,/ seguiamo con passi sicuri / il sentiero del bene” (Carme VII,45).
Queste parole riassumono il senso profondo del restauro: un ponte tra passato e futuro. Il nostro parroco don Raffaele ha annunciato che le campane della Torre suoneranno non solo per scandire il tempo, ma anche per celebrare la nascita di ogni nuovo bambino, segno di continuità e speranza per la comunità.
La Torre dell’Orologio di San Gennarello, con il suo carico di storia, è oggi più che mai un simbolo di identità e appartenenza, un patrimonio da custodire e tramandare alle generazioni future.
