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Parrocchia di San Gennarello

Immacolata Concezione

Ignoto scultore
1806
legno policromo

Questa magnifica scultura raffigura l’Immacolata Concezione, uno dei soggetti più iconici della devozione mariana. La Vergine è rappresentata in una posa maestosa e armoniosa, con il corpo leggermente inclinato e un’eleganza che sembra annullare la pesantezza della materia. Le sue mani sono delicatamente sollevate in un gesto di umile accoglienza e contemplazione, mentre il volto, sereno e dolcissimo, esprime una grazia sovrannaturale, con uno sguardo che sembra rivolto al cielo.

La Madonna poggia i piedi scalzi su un globo attraversato da una fascia dorata e circondato da nubi, simbolo della sua presenza celeste, mentre allo stesso tempo, con forza e leggerezza, schiaccia la testa del serpente, emblema del peccato originale sconfitto dalla sua immacolata purezza.  La composizione dinamica, con il panneggio morbido e fluente, dona alla figura un senso di movimento che amplifica la sua imponenza e solennità.

I colori della scultura sono di straordinaria bellezza e raffinatezza. Il manto azzurro intenso, costellato di piccole stelle dorate e orlato da un prezioso bordo dorato, avvolge la Madonna in un abbraccio di luce, simbolo della sua regalità e della sua connessione con il cielo. La veste sottostante, di un profondo rosso porpora, richiama l’amore divino e il sacrificio, mentre le delicate sfumature della carnagione contribuiscono a rendere il volto ancora più etereo e spirituale. Il contrasto tra l’azzurro del manto e il rosso della veste è un tratto tipico dell’arte sacra napoletana, che unisce forza espressiva e raffinatezza cromatica per esaltare la dimensione mistica delle immagini devozionali.

La scultura presenta tutte le caratteristiche della grande scuola napoletana, celebre tra il XVII e il XIX secolo per la sua capacità di infondere grazia e realismo nelle figure sacre. Lo stile, che fonde l’eleganza tardo barocca con la leggerezza rococò, si manifesta nella fluidità delle linee, nel panneggio movimentato e nell’estrema cura dei dettagli, come le ciocche di capelli finemente lavorate o la precisione dell’anatomia delle mani. L’uso sapiente della doratura impreziosisce ulteriormente l’opera, creando un raffinato gioco di luce che dona alla scultura un aspetto quasi trascendente. Per la qualità dell’esecuzione e la solennità dell’insieme, l’opera potrebbe essere attribuita a un maestro della scultura napoletana come Francesco Verzella o Giacomo Colombo, entrambi noti per la loro straordinaria capacità di rendere espressività e movimento nelle statue sacre. Anche la bottega dei Sanmartino, a cui apparteneva Giuseppe Sanmartino, celebre autore del Cristo Velato, fu un centro di eccellenza per la produzione di statue dell’Immacolata scolpite con incredibile realismo e spiritualità.

L’imponente corona dorata, segno di incoronazione ufficiale da parte del Capitolo Vaticano, suggella la sacralità della scultura, elevandola a icona mariana di particolare venerazione. La sua presenza in un contesto liturgico o devozionale doveva suscitare un profondo senso di meraviglia e raccoglimento nei fedeli, esaltando la gloria e la purezza della Vergine. Questa straordinaria opera d’arte, con la sua combinazione di imponenza e delicatezza, movimento e solennità, rappresenta un capolavoro della tradizione scultorea napoletana, testimoniando il perfetto equilibrio tra devozione e bellezza artistica.

Fu solennemente portata nella nostra Chiesa Parrocchiale il 1 gennaio 1807. Con rescritto del Cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, arciprete della Patriarcale Basilica di San Pietro, fu solennemente incoronata dal Capitolo Vaticano il 15 settembre 1904, nell’ottava della Natività della Madonna, nel 50° anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione.