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Parrocchia di San Gennarello

L’Organo a canne

L’organo a canne della nostra chiesa parrocchiale è un pregevole esempio di organo positivo, di autore ignoto, risalente ai primi dell’Ottocento. Nonostante l’incertezza sulla sua paternità, lo strumento si distingue per una realizzazione artigianale di alta qualità e per l’aspetto decorativo della sua cassa armonica in stile ottocentesco, cosa che lo rende oggetto di notevole valore storico e culturale.

L’organo è dotato di una tastiera a 50 tasti (tipo scavezza), una configurazione poco comune che ne estende la sonorità. Con i suoi 9 registri e una meccanica di trasmissione tasto-nota sospesa, lo strumento presenta un notevole livello di raffinatezza. La facciata, composta da 19 canne disposte su tre piramidi, rappresenta il registro principale e testimonia l’accuratezza nella realizzazione artigianale delle canne, realizzate in una pregiata lega di stagno-piombo, con bocche segnate a mitria.

Nel corso degli anni, l’organo ha subito interventi di manutenzione e rimaneggiamenti, come dimostrano le date di intervento riportate all’interno dello strumento: 1897, 1909 e 1921, anno in cui l’organaro Giovanni Petillo eseguì una riparazione. Un’ulteriore targa in alluminio, posta sopra la tastiera, riporta il nome di un probabile operatore che, nei decenni più recenti, potrebbe aver alterato le caratteristiche originarie dello strumento. Nonostante questi interventi, l’organo conserva ancora la sua struttura principale, con il somiere maestro e la manticeria originale, costituita da due mantici a cuneo.

Attualmente l’organo giace inutilizzato e la Parrocchia di San Gennaro non è in possesso di alcuna documentazione storica che ne attesti la realizzazione o altre informazioni significative. Tuttavia, in caso di ritrovamento di materiale documentale, si prevederà a farne copia da comunicare agli organi di tutela del patrimonio.

La cassa armonica dello strumento, custodita sulla cantoria sopra la porta d’ingresso principale della chiesa, è un bellissimo esempio di architettura organaria, con cornici, colonne, capitelli e fregi che decorano il corpo in legno. Nella sezione inferiore, oltre ai mantici a cuneo, si trovano i comandi per gli effetti sonori dell’Usignolo e della Cornamusa, che contribuiscono ad arricchire la varietà timbrica dell’organo. Nonostante i segni di usura e i rimaneggiamenti che ne hanno modificato alcune caratteristiche, l’organo continua a rappresentare un bene di grande valore, da tutelare e preservare per le future generazioni.

Prospettive future: il restauro e la valorizzazione dell'organo

L’organo a canne della Chiesa Parrocchiale di San Gennaro rappresenta una risorsa di straordinario valore per la comunità locale, non solo come strumento musicale, ma anche come testimonianza di una tradizione organaria che merita di essere preservata. Il suo stato attuale, purtroppo, segna il passaggio del tempo e degli interventi che ne hanno compromesso, in parte, le caratteristiche originali. Tuttavia, ciò non impedisce di riconoscere l’importanza di un intervento di restauro accurato, che possa restituire a questo strumento la sua piena funzionalità e bellezza.

Un appello urgente va rivolto alle autorità competenti, agli organi di tutela del patrimonio culturale e alle istituzioni locali, affinché venga intrapresa una progettazione di restauro che, pur rispettando la storia e le peculiarità dell’organo, consenta di riportarlo alla sua forma originale e alla sua piena sonorità. Il restauro dovrebbe essere eseguito da esperti del settore, con una particolare attenzione alle parti danneggiate o modificate nel corso degli anni, come il materiale fonico e i meccanismi interni.

Inoltre, la valorizzazione dell’organo potrebbe avvenire anche attraverso la promozione di concerti di musica sacra, che ne riscoprano le qualità sonore e lo restituiscano alla comunità come parte integrante della vita culturale e liturgica. Concerti di musica barocca, per esempio, potrebbero sfruttare la timbrica unica dell’organo per attrarre visitatori e appassionati di organistica, facendo dell’organo un punto di riferimento non solo per la parrocchia, ma anche per il territorio circostante.

Un’ulteriore prospettiva anch’essa importante sarebbe quella di utilizzare l’organo per attività didattiche, come corsi di formazione organaria per i giovani o seminari dedicati alla storia della musica sacra e all’arte dell’organo. Ciò contribuirebbe a preservare la tradizione organaria e a tramandarla alle nuove generazioni.

Infine, per ottimizzare l’utilizzo liturgico dell’organo potrebbe essere presa in considerazione la possibilità di ricollocarlo in una posizione più favorevole, come il transetto della chiesa. Questa posizione, più vicina all’altare e alla navata centrale, consentirebbe una migliore sonorità e faciliterebbe l’impiego dell’organo durante le celebrazioni liturgiche, favorendone un suo riutilizzo regolare.

Il recupero e la valorizzazione di questo organo, dunque, non solo permetterebbero di salvaguardare un patrimonio musicale di grande pregio, ma anche di renderlo nuovamente fruibile alla comunità, sia sotto il profilo liturgico che culturale. La speranza è che, attraverso l’impegno di tutti, si possa restituire alla Chiesa di San Gennaro un organo degno della sua storia, capace di emozionare e ispirare le generazioni future.