Nostra Signora del Monte Carmelo
Ignoto scultore
sec. XIX
legno e stoffa ricamata in oro
Questa statua di Nostra Signora del Monte Carmelo con il Bambino Gesù benedicente è una splendida espressione dell’arte sacra napoletana, caratterizzata da una raffinata fattura e da un pregiato abito ricamato in oro fino. La Vergine è rappresentata con un manto bianco finemente decorato e una veste marrone, riccamente impreziosita da motivi floreali e arabeschi dorati, elementi che richiamano la tradizione della scuola di ricamo napoletana, fiorente tra il XVII e il XIX secolo e legata alla produzione di paramenti liturgici e vesti per statue devozionali. Sia la Madonna che il Bambino portano sul capo corone preziose, simbolo della loro regalità celeste, e tengono nelle mani lo scapolare, elemento distintivo della devozione carmelitana.
Il culto della Madonna del Carmine è profondamente radicato nella spiritualità dell’Ordine Carmelitano, nato sul Monte Carmelo in Terra Santa. Secondo la tradizione, la Vergine apparve a San Simone Stock nel 1251, donandogli lo scapolare con la promessa di protezione per chi lo avesse indossato con fede. Questa devozione si diffuse rapidamente in Europa, trovando in Napoli uno dei suoi centri più importanti, grazie alla Basilica del Carmine Maggiore, che divenne un luogo di riferimento per i fedeli. La Madonna del Carmine è particolarmente venerata per il suo potere di intercessione nelle difficoltà della vita e il suo culto si manifesta attraverso solenni celebrazioni, come la festa del 16 luglio, caratterizzata da processioni e spettacolari fuochi pirotecnici.
Dal punto di vista artistico, la statua si inserisce nella tradizione delle statue vestite, una tipologia tipica dell’arte sacra napoletana che prevede la realizzazione del volto e delle mani in legno policromo o cartapesta, mentre gli abiti vengono confezionati in tessuti pregiati come seta e velluto, arricchiti da ricami dorati e gioielli donati dai fedeli. Il volto della Vergine è dolce e sereno, con uno sguardo rassicurante rivolto ai devoti, mentre il Bambino benedice con la mano destra, riprendendo un’iconografia consolidata nella scultura sacra.
Osservando le caratteristiche stilistiche, si potrebbe ipotizzare un legame con la scuola napoletana del XVIII-XIX secolo, influenzata da maestri come Giuseppe Sammartino, autore del celebre Cristo Velato, o da artisti specializzati in statue devozionali come Francesco Citarelli. Le proporzioni eleganti, l’espressione dolce e la qualità dell’apparato decorativo suggeriscono l’intervento di una bottega artigiana napoletana, forse attiva nel XIX secolo.
Questa statua della Madonna del Carmine con Bambino rappresenta dunque un perfetto connubio tra arte e devozione, testimoniando una tradizione secolare che continua a suscitare fede e ammirazione tra i credenti.
Notizie storiche
Il profeta Elia, nel IX secolo a.C., dimorando sul Monte Carmelo, ebbe una visione che prefigurava la venuta della Vergine Maria: una piccola nube si sollevava dalla terra verso il monte, portando la pioggia e liberando Israele dalla siccità. Questa immagine è stata interpretata dai mistici cristiani e dagli esegeti come un simbolo di Maria, che, portando in sé il Verbo divino, ha donato la vita e la fecondità al mondo.
Sulle pendici del Monte Carmelo, un gruppo di eremiti, noti come «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», edificò una cappella dedicata alla Vergine. I monaci carmelitani fondarono poi monasteri in Occidente, diffondendo la loro devozione.
Il 16 luglio 1251, la Vergine apparve al beato Simone Stock, primo Padre generale dell’Ordine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio. Donò lo «scapolare» e il «privilegio sabatino», ossia la promessa di salvezza dall’inferno per chi lo indossa e di liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato successivo alla morte.
Lo scapolare, detto anche «abitino», non è solo un segno di devozione, ma simboleggia un «rivestimento» spirituale che richiama la veste dei carmelitani. Esso rappresenta l’affidamento alla Vergine Maria, invitando i fedeli a vivere sotto la sua protezione simboleggiando un’alleanza e una comunione con Maria.
Papa Pio XII sottolineò che chi indossa lo scapolare è spiritualmente associato all’Ordine Carmelitano, e riconobbe quante anime, anche in circostanze disperate, abbiano trovato salvezza eterna grazie ad esso, sperimentando la protezione materna di Maria nei momenti di pericolo. La devozione allo scapolare ha portato in tutto il mondo abbondanza di grazie spirituali e temporali. Altri papi hanno approvato e raccomandato questo culto; lo stesso beato Giovanni XXIII lo indossava. Lo scapolare è composto da due pezzi di stoffa di saio uniti da una cordicella, che si appoggiano sulle scapole e, su ciascun pezzo è rappresentata l’immagine della Madonna.
