Presentazione del Presepe Napoletano Permanente
L’8 dicembre 2023, nella solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, la nostra comunità ha vissuto un momento importante: l’inaugurazione della sala parrocchiale restaurata e, al suo interno, del nuovo presepe napoletano permanente. È un’opera che nasce dal desiderio di unire bellezza, fede e tradizione, offrendo a tutti un luogo capace di parlare al cuore.
Il presepe napoletano, nato e sviluppatosi nel Settecento, è molto più di una semplice rappresentazione della Natività: è un piccolo mondo vivo, ricco di personaggi, mestieri e scene quotidiane. Attraverso questi dettagli, non solo racconta la nascita di Gesù, ma offre uno spaccato di vita popolare, restituendo atmosfere, colori e sentimenti di un’epoca affascinante. Il nostro presepe vuole essere un omaggio a questa straordinaria tradizione artistica, conservata e amata da generazioni.
La sua realizzazione è però solo l’inizio di un cammino condiviso. Come insegna la tradizione, il presepe napoletano cresce nel tempo: ogni anno può arricchirsi di nuovi personaggi e particolari grazie al contributo di chi desidera donare un pastore, per devozione o in memoria di una persona cara. In questo modo, il presepe diventa un’opera viva, che porta impressa la storia e gli affetti della nostra comunità.
L’anno 2023 ci richiama anche alle origini di questa tradizione: gli 800 anni dal primo presepe realizzato da San Francesco a Greccio nel 1223. Quel gesto umile e rivoluzionario, nato per far rivivere la semplicità della nascita di Gesù, continua ancora oggi a ricordarci che la vera luce nasce nelle situazioni più ordinarie.
Il presepe è infatti un simbolo universale di speranza, pace e tenerezza. Invita a riscoprire la bellezza nelle cose semplici e a coltivare valori essenziali come la famiglia, la gentilezza e la condivisione.
Che questo presepe permanente possa diventare per tutti un luogo di contemplazione e serenità, capace di trasmettere alle generazioni future la ricchezza spirituale e artistica del Settecento napoletano.
Nella tradizione i pastori in terracotta, stoppa e stoffa, sono poste sul cosiddetto scoglio, una struttura di base in sughero sulla quale venivano organizzate scenograficamente le diverse scene della raffigurazione della Natività: l’Annuncio ai pastori, l’Osteria, il viaggio dei Re Magi, le scene corali con pastori e greggi.
Nel 1534 arrivò a Napoli san Gaetano Thiene che aveva già dato prova di grande amore per il presepio nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. L’abilità di Gaetano accrebbe la popolarità del presepio e particolarmente apprezzato fu quello costruito nell’ospedale degli Incurabili. Ed è proprio san Gaetano da Thiene che viene indicato come l’inventore del presepe napoletano e come colui che diede inizio alla tradizione di allestire il presepe nelle chiese e nelle case private in occasione del Natale.
Nel Settecento il presepio napoletano visse la sua stagione d’oro, uscendo dalle chiese dove era oggetto di devozione religiosa per entrare nelle dimore dell’aristocrazia. Nobili e ricchi borghesi gareggiarono per allestire impianti scenografici sempre più ricercati. Giuseppe Sanmartino, forse il più grande scultore napoletano del Settecento, fu abilissimo a plasmare figure in terracotta e diede inizio ad una vera scuola di artisti del presepio.
