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Parrocchia di San Gennarello

Sacri Cuori di Gesù e Maria

Nicola Desiderio
1835
olio su tela

Quest’opera pittorica raffigura i Sacri Cuori di Gesù e Maria in una scena di intensa spiritualità e devozione. Entrambi sono seduti su nubi, circondati da angeli, con lo Spirito Santo, al centro della composizione, rappresento da una colomba luminosa. In basso, tre confratelli della Congrega dei Sacri Cuori, presenti nella parrocchia di San Gennarello già nel 1885, sono inginocchiati in preghiera, indossando il caratteristico abito dell’associazione, con il tipico emblema sul braccio.

Lo stile segue la tradizione della pittura devozionale ottocentesca, con una composizione simmetrica ed equilibrata. Gesù e Maria hanno pose speculari: entrambi indicano il proprio Cuore Sacro, dal quale si irradia una luce divina. Le loro vesti presentano colori simbolici: il rosso e l’azzurro per Gesù, a simboleggiare la Passione e la divinità, il blu e il rosa per Maria ad evocare purezza e maternità. I confratelli, con i volti rivolti ai Sacri Cuori, mostrano espressioni di intensa devozione, accentuate dal chiaroscuro che dona profondità e realismo ai volti e ai drappeggi.

Il dipinto utilizza una palette calda e armoniosa, con un fondo dorato che enfatizza la sacralità della scena. La resa dettagliata delle mani, dei volti e delle vesti testimonia la sensibilità dell’artista nel rappresentare la dimensione spirituale dei soggetti. Attualmente l’opera mostra segni di restauro in corso, con numerosi tasselli applicati sulla superficie per il recupero della pittura originale. Nonostante ciò, la composizione mantiene intatta la sua forza espressiva, trasmettendo un potente messaggio di fede e appartenenza confraternale.

Note storiche

Il culto del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria ha radici antiche, ma si sviluppa pienamente tra il XVII e il XX secolo. Il Sacro Cuore di Gesù, simbolo dell’amore divino e della misericordia, trova una forte diffusione grazie alle rivelazioni a Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690), una religiosa visitandina che, tra il 1673 e il 1675, ricevette da Cristo stesso il mandato di promuovere questa devozione. La Chiesa riconobbe ufficialmente il culto nel 1765, con l’approvazione della Messa e dell’Ufficio del Sacro Cuore da parte di Papa Clemente XIII. Nel 1856, Papa Pio IX estese la festa del Sacro Cuore a tutta la Chiesa e, con la consacrazione del mondo al Sacro Cuore da parte di Papa Leone XIII, nel 1899, il culto divenne una pratica centrale della spiritualità cattolica.

Si tratta di una festa mobile che, nella vita della Chiesa, orienta l’intero mese di giugno. Nello specifico, cade il venerdì dopo il Corpus Domini ed è strettamente legata al giorno successivo, cioè al sabato, dedicato invece al Cuore Immacolato di Maria.

Parallelamente, la devozione al Cuore Immacolato di Maria si affermò con l’opera di San Giovanni Eudes (1601-1680), che ne promosse la celebrazione liturgica e la diffusione teologica. Nel 1805 Papa Pio VII approvò ufficialmente la festa del Cuore Immacolato. Tuttavia, fu con le apparizioni della Madonna a Fatima, nel 1917, che il culto ricevette un forte impulso: la Vergine chiese la consacrazione della Russia e del mondo al Suo Cuore come mezzo di salvezza e riparazione per i peccati dell’umanità. In risposta a questa richiesta, Papa Pio XII consacrò tutto il mondo al Cuore Immacolato il 31 ottobre 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944, la festa fu estesa a tutta la Chiesa universale.

Entrambe le devozioni sono profondamente legate: il Sacro Cuore di Gesù rappresenta l’amore redentore di Cristo, mentre il Cuore Immacolato di Maria simboleggia la risposta materna e perfetta a questo amore. Insieme, invitano alla conversione, alla riparazione dei peccati e alla fiducia nella misericordia divina, attraverso pratiche come la consacrazione, la devozione dei primi venerdì e sabati del mese e la recita del Rosario.