San Rocco
Ignoto scultore
sec. XVIII
legno policromo
Questa pregiata statua lignea raffigura San Rocco di Montpellier, santo pellegrino e taumaturgo, tradizionalmente invocato come protettore contro le epidemie e le malattie contagiose. La scultura, realizzata a Napoli tra il XVII e il XVIII secolo, presenta gli attributi iconografici tipici del santo: il bastone da pellegrino, la conchiglia sul mantello, simbolo del cammino a Santiago, la bisaccia e la borraccia, segni del suo lungo viaggio di fede. Il suo abbigliamento, con il mantello scuro ornato di dettagli dorati, la tunica verde e il drappo rosso, richiamano la semplicità e la povertà evangelica. Uno degli elementi più significativi è la piaga sulla coscia, che allude alla peste da cui egli stesso fu colpito e miracolosamente guarito. Accanto a lui si trova il fedele cane, il quale – secondo la tradizione – lo nutrì portandogli del pane mentre si trovava isolato nella foresta.
L’opera mostra affinità con la scuola scultorea napoletana barocca, celebre per il suo naturalismo e la teatralità espressiva. Lo stile richiama la produzione di artisti come Nicola Fumo o Giacomo Colombo, noti per la loro abilità nell’intaglio del legno e nella policromia, con particolare attenzione ai dettagli delle vesti e all’intensità espressiva dei volti. L’uso dei colori vivaci e il modellato realistico conferiscono alla statua una forte carica emotiva, tipica dell’arte sacra napoletana del periodo.
Questa statua, collocata nella nostra chiesa, testimonia la profonda devozione della nostra comunità verso San Rocco, particolarmente venerato nei tempi di difficoltà e o di calamità sanitarie. È un segno di speranza e di protezione, che ricorda il valore della carità, dell’aiuto ai malati e della fiducia nella Provvidenza.
Biografia
San Rocco nacque a Montpellier in Francia nel 1345/1350 e morì ad Angera (Varese) il 16 agosto 1376/1379. Le fonti su di lui sono poco precise e rese più oscure dalla leggenda. In pellegrinaggio diretto a Roma, dopo aver donato tutti sui beni ai poveri, si sarebbe fermato a ad Acquapendente, dedicandosi all’assistenza degli ammalati di peste e facendo guarigioni miracolose che diffusero la sua fama. Peregrinando per l’Italia centrale si dedicò ad opere di carità e di assistenza, promuovendo continue conversioni. Sarebbe morto in prigione, dopo essere stato arrestato presso Angera da alcuni soldati perché sospettato di spionaggio. Invocato nelle campagne contro le malattie del bestiame e le catastrofi naturali, il suo culto si diffuse straordinariamente nell’Italia del Nord, legato in particolare al suo ruolo di protettore contro la peste. Gregorio XIII introdusse il nome di Rocco nel Martirologio Romano; sotto il pontificato di Urbano VIII la Congregazione dei Riti accordò un Ufficio e una Messa propri per le chiese costruite in onore del santo. Infine, nel 1694, Innocenzo XII prescrisse ai Francescani di celebrare la festa con rito doppio maggiore, forte della citazione di San Rocco, fatta nel 1547 da Paolo IV nella Bolla Cum a nobis, quale membro del Terz’Ordine di San Francesco.
La sua memoria si celebra il 16 luglio. Viene invocato principalmente contro le epidemie e le calamità, ed è venerato per il suo leggendario impegno nell’assistenza ai malati di peste. Inoltre è patrono dei pellegrini, degli appestati e di coloro che soffrono di malattie infettive, dei farmacisti, degli operatori sanitari e dei volontari che assistono i malati, nonché degli animali domestici, in particolare dei cani. Infine, è patrono di numerose città e comunità, soprattutto in Italia e in Francia.
