Sant'Anna con Maria Bambina
Ignoto pittore
sec. XVIII
olio su tela
Questa tela raffigura sant’Anna con Maria Bambina e presenta un’iconografia tipica della tradizione cristiana. La composizione è costruita con grande equilibrio: sant’Anna è seduta in una posa solenne, con lo sguardo rivolto verso l’alto, in un atteggiamento di meditazione o preghiera, mentre sorregge con dolcezza la piccola Maria, che cerca il suo volto con un gesto affettuoso. Il fondo è sfumato e popolato da cherubini tra le nuvole, un elemento che contribuisce a creare un senso di sacralità e trascendenza.
I colori caldi e terrosi dominano la scena, le vesti nelle tonalità del marrone, dell’ocra e del verde, creano un effetto di naturale armonia. Il panneggio è reso con morbidezza, mentre la luce avvolge le figure con un chiaroscuro delicato, sottolineando la plasticità dei volumi. Questi elementi suggeriscono una forte influenza barocca, probabilmente legata alla scuola napoletana del Seicento.
L’uso della luce, la dolcezza espressiva dei volti e la ricchezza cromatica richiamano le opere di Luca Giordano, Massimo Stanzione e Bernardo Cavallino, artisti che hanno saputo coniugare il naturalismo caravaggesco con una sensibilità devozionale e luministica. L’atmosfera mistica e il cielo abitato da angeli evocano, inoltre, l’influenza di Pietro da Cortona e Mattia Preti, che operarono a Napoli lasciando una forte impronta sulla pittura locale.
Si tratta quindi di un’opera che rientra perfettamente nella tradizione barocca napoletana, con una particolare attenzione alla resa sentimentale delle figure e alla morbidezza della luce. Potrebbe essere attribuita a un seguace di Giordano o a un artista influenzato dalla pittura spagnola, molto presente nella Napoli dell’epoca. Informazioni sulla provenienza del dipinto potrebbero essere utili per un’attribuzione più precisa.
Sant'Anna con Maria Bambina
Ignoto scultore
sec. XVIII
legno policromo
La scultura policroma che raffigura Sant’Anna con la Vergine Bambina presenta un’impostazione solenne. Sant’Anna è avvolta in un manto e un velo mentre accoglie accanto a sé Maria Bambina, rappresentata in atteggiamento di preghiera e venerazione. La composizione evidenzia il legame affettuoso tra le due figure, sottolineato dai gesti e dagli sguardi espressivi.
L’opera segue lo stile della scultura lignea napoletana, con forme robuste, panneggi ampi e un forte senso del volume. I dettagli dei volti sono marcati, con un’espressività intensa che riflette il gusto popolare della produzione sacra napoletana. Tuttavia, l’aspetto attuale della scultura è alterato da interventi pittorici successivi e approssimativi, che hanno coperto i colori originali con tinte più accese e artificiali, riducendo la raffinatezza cromatica e la leggibilità dei dettagli scultorei.
Un futuro intervento di restauro potrebbe restituire alla scultura la sua bellezza originaria, rimuovendo le ridipinture incongrue e riportando alla luce la policromia autentica. Il lavoro di restauro dovrà prevedere un’accurata pulitura, la verifica della stabilità della struttura lignea e, se necessario, il consolidamento delle parti più fragili. Un’operazione attenta permetterebbe di riscoprire la qualità originale dell’opera, valorizzandone il carattere devozionale e artistico all’interno del contesto della tradizione napoletana.
Biografia
È l’apocrifo Protoevangelo di Giacomo (sec. II) a custodire i nomi di Gioacchino e Anna. Non avendo discendenza, Anna, così come l’omonima madre di Samuele (cf. 1Sam 1), piange e implora il Signore di benedire la sua casa con un figlio e Dio dona una figlia, Maria. Quale «tronco di Iesse» (Is 11, 1), essi generano Colei nel cui grembo sboccerà il «Germoglio di Davide» (cf. Ap 5, 5).
Il culto ai nonni di Gesù si è sviluppato prima in Oriente, poi in Occidente e, nel corso dei secoli, la Chiesa li ha ricordati in date diverse. Nel 1481 Papa Sisto IV introdusse la festa di Sant’Anna nel Breviario Romano, fissando la data della memoria liturgica al 26 luglio, tramandata come giorno della morte; nel 1584 Gregorio XIII inserì la celebrazione liturgica di Sant’Anna nel Messale Romano estendendola a tutta la Chiesa. Nel 1510 fu Giulio II a inserire nel calendario liturgico la memoria di San Gioacchino il 20 marzo, di seguito più volte spostata nei secoli successivi. Con la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, nel 1969, i genitori di Maria sono stati “ricongiunti” in un’unica celebrazione il 26 luglio.
Sant’Anna è invocata come protettrice delle donne incinte, che a lei si rivolgono per ottenere da Dio tre grandi favori: un parto felice, un figlio sano e latte sufficiente per poterlo allevare. È patrona di molti mestieri legati alle sue funzioni di madre, tra cui lavandaie e ricamatrici.
Il Santo Padre Francesco, nel 2021, ha introdotto la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani da celebrarsi la quarta domenica di luglio, in prossimità della memoria liturgica dei Santi Gioacchino ed Anna (i “nonni” di Gesù).
