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Parrocchia di San Gennarello

Busto di San Gennaro

Gennaro D’Amore (attribuito)
1730-1740 circa
cm 130x80x65
legno scolpito e dipinto

Il busto ligneo di san Gennaro è custodito nell’omonima chiesa parrocchiale sita nel comune di San Gennarello e documentato già nel 1775 da una platea che lo colloca in un apposito vano ubicato sul lato sinistro dell’edificio di culto rispetto all’altare maggiore, luogo titolato al Santo vescovo e martire beneventano, nonché patrono del piccolo comune vesuviano di San Gennarello: “Una statua di legno a mezzo busto di S. Gennaro nella sua Nicchia” (Archivio Storico della parrocchia di San Gennarello, Platea e Descrizzione di tutti gli effetti stabili, capitali, annui censi, ed arrendamenti, che possiede la Venerabile Parochiale Chiesa sotto il titolo di S. Gennaro, eretta nella Terra di Ottaiano Diocesi di Nola […], f. 18r).

La scultura di pregevole fattura raffigura il Santo a mezzo busto con fattezze giovanili, in atto benedicente ed abbigliato con i paramenti vescovili, la mitria, il piviale ed il pastorale; con la mano sinistra stringe un libro su cui poggiano le ampolle del sangue.

Il volto dalla forte carica espressiva ed estatica presenta un delicato incarnato rosaceo, contrastato dal rossore degli zigomi e del mento; gli occhi di vetro sembrano vivi ed intensi. Un ampio piviale di colore giallo ocra bordato con un gallone damascato rosso scuro gli copre le spalle e cade con un articolato risvolto sulla base, mostrando la delicata decorazione monocroma del tessuto floreale interno giocato sulla tonalità del beige. Al di sotto del piviale la veste di colore verde chiaro si articola in morbide pieghettature, su di essa poggia la stola. Un cordone di colore verde scuro gli cinge la vita.

Il volto dalla forte carica espressiva ed estatica presenta un delicato incarnato rosaceo, contrastato dal rossore degli zigomi e del mento; gli occhi di vetro sembrano vivi ed intensi. Un ampio piviale di colore giallo ocra bordato con un gallone damascato rosso scuro gli copre le spalle e cade con un articolato risvolto sulla base, mostrando la delicata decorazione monocroma del tessuto floreale interno giocato sulla tonalità del beige. Al di sotto del piviale la veste di colore verde chiaro si articola in morbide pieghettature, su di essa poggia la stola. Un cordone di colore verde scuro gli cinge la vita.

L’opera si inquadra nel panorama della scultura barocca napoletana che tanta fortuna ebbe nella produzione di immagini sacre, processionali e da presepe.

Il mezzo busto di san Gennaro infatti, dovette assolvere proprio ad una funzione di tipo processionale; sono documentati nel XVIII secolo fra gli oggetti d’argento custoditi nella sagrestia della chiesa, un reliquiario contenente la reliquia del Santo, nonché un pastorale e due ampolle che verosimilmente venivano fatte portare al Vescovo martire in occasione della festa liturgica: “Un pastorale di argento per S. Gennaro, di peso libbre tre e once sette e due quarte. Due carafine di argento per lo stesso Santo” (Archivio Storico della parrocchia di San Gennarello, cit. ff. 31r e v).  

L’effige lignea presenta affinità stilistiche con le opere dello scultore salernitano Gennaro D’Amore, a cui qui viene attribuito il mezzo busto di san Gennaro. D’Amore si era formato nella bottega del noto scultore Giacomo Colombo assimilandone i principi formali del maestro che ben si colgono nel busto di san Gennaro, dalla resa plastica, all’espressionismo del volto, al giusto equilibrio tra classicismo e cultura barocca. L’ opera fu verosimilmente realizzata a cavallo tra gli anni trenta e quaranta del Settecento, forse a seguito dell’eruzione del Vesuvio del 1737; due anni dopo, nel 1739 su disegno di Ferdinando Sanfelice fu collocata sulla piazza antistante la chiesa la maestosa statua in marmo di san Gennaro, in atto benedicente, con il libro, le ampolle del sangue e il volto rivolto verso il Vesuvio, a testimonianza della protezione accordata dal Santo vescovo e martire al piccolo  paese  vesuviano di  San Gennarello (Rizzo, pp. 121-122).

Antonia Solpietro

Foto: Luciano Pedicini
Bibliografia: inedito
Bibliografia generale: Rizzo, Ferdinandus Sanfelicius Architectus Neapolitanus, Napoli 1999