Gloria di San Gennaro
Gennaro Abbate (attribuito)
primo ventennio del XVIII secolo
cm 200 x 160
olio su tela
Il dipinto raffigurante la Gloria di san Gennaro vescovo e martire è oggi collocato in una cornice in stucco nell’ultima cappella a destra entrando nella chiesa di San Gennaro nel Comune di San Gennarello. In origine il dipinto costituiva la pala dell’altare maggiore della primiera chiesa edificata nel primo Settecento, come attestato dalla platea di fondazione: “ Un’Altare grande, sopra il quale vi è un quadro grande di S. Gennaro” (Archivio Storico della parrocchia di San Gennarello, Platea e Descrizzione di tutti gli effetti stabili, capitali, annui censi, ed arrendamenti, che possiede la Venerabile Parochiale Chiesa sotto il titolo di S. Gennaro, eretta nella Terra di Ottaiano Diocesi di Nola […], f. 19r).
L’edificio di culto fu fondato nel 1716 per volere del sacerdote Francesco Montella Protonotaio Apostolico e Sagrestano Maggiore della chiesa metropolitana di Napoli che è da credere sia stato anche il committente del quadro con l’effige di san Gennaro in gloria. Nel 1774 si procedette alla costruzione di un più ampio edificio di culto che inglobò la chiesa originaria che verosimilmente, ebbe funzione di cappella – sagrestia e sul cui altare continuò a trovare posto il dipinto con la Gloria di san Gennaro, mentre per il nuovo edificio di culto fu realizzato sul fondo dell’abside un affresco del Santo titolare e protettore Gennaro.
Un’articolata composizione pone al centro del dipinto la figura del santo Gennaro che si eleva al cielo su di una nuvola circondata da una gloria di angeli, che fanno capolino anche nei due angoli in alto. Il Santo vescovo e martire è raffigurato in atto benedicente, mentre addita con la mano sinistra il Vesuvio infuocato posto nell’angolo a destra in basso e si protende in avanti volgendo lo sguardo verso il basso. In primo piano un angelo di maggiori dimensioni rispetto agli altri ed abbigliato, è posto di spalle; regge il pastorale del santo e volge anch’egli lo sguardo verso il Vesuvio. Un riccioluto angioletto è adagiato sulla nuvola tra san Gennaro e la figura angelica posta di spalle e stringe tra le mani il libro su cui poggiano le ampolle del sangue.
L’opera è caratterizzata da un sapiente accordo cromatico giocato sui colori del giallo, del bianco e dell’azzurro che si mescolano tra di loro in un vibrante effetto chiaroscurale. Le figure sono costruite con un plastico modellato, maggiormente visibile nei paffuti e nudi angioletti; san Gennaro e l’angelo in primo piano si sollevano verso l’alto con una vibrante leggerezza accentuata dagli arditi svolazzi delle vesti.
La tela può essere ascritta al primo ventennio del Settecento e presenta affinità con le opere del pittore Gennaro Abbate, al quale viene qui attribuita. Un pittore formatosi nella bottega di Giuseppe Simonelli, suo maestro e memore delle esperienze pittoriche di Luca Giordano. Abbate realizzò diverse tele aventi per soggetto il Santo beneventano; per la cappella di San Gennaro nella chiesa del Gesù Vecchio di Napoli e per la nobile famiglia Pinto dei Principi d’Ischitella (Foggia) tra cui una Madonna del Carmine con san Gennaro per la chiesa di Sant’Eustachio, che presenta non poche tangenze stilistiche con la tela di San Gennarello, in particolare, consonanze si possono cogliere nei caratteri fisiognomici dei volti dei due Santi e nelle figure degli angeli (Pavone 1997).
Antonia Solpietro
Foto: Luciano Pedicini
Bibliografia: inedito
Bibliografia generale: M.A. Pavone, Pittori napoletani del primo Settecento, Fonti e documenti, Napoli 1997
Bibliografia
- De Dominici, Vite de’ pittori, scultori ed architetti napoletani [1742-circa 1745], ed. a cura di Fiorella Sricchia Santoro, Andrea Zezza, II/2, Napoli, Paparo, 2008, p.926)
- Spinosa, Pittura napoletana del Settecento. Dal Barocco al Rococò, Napoli 1986
- Solpietro, Giuseppe Simonelli e il ciclo pittorico della chiesa dei SS. Apostoli di Nola in «Bollettino della Diocesi di Nola. Ufficiale per gli Atti vescovili e di Curia», XXXIII, 2018, pp. 84-85
