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Parrocchia di San Gennarello

Martirio di San Gennaro con allegorie e architetture prospettiche

Ignoto pittore
sec. XVIII
m 14×10
tempera su tela

La monumentale tela raffigurante il Martirio di San Gennaro, risalente alla fine del XVIII – inizio XIX secolo, costituisce un’opera di straordinaria importanza storica e artistica. Realizzata a tempera su tela, con dimensioni eccezionali di 14×10 metri, decorava originariamente il soffitto della Chiesa, dalla quale venne rimossa per essere messa in sicurezza. Attualmente essa si trova custodita tra il tavolato in legno del soffitto e il tetto dell’edificio sacro, in attesa di un necessario e costosissimo restauro.

La parte centrale della composizione rappresenta il drammatico momento del martirio di San Gennaro, ambientato in un suggestivo scenario architettonico di gusto tardo-barocco e neoclassico. La scena è dominata dalla figura del santo, con lo sguardo rivolto al cielo, in un atteggiamento di solenne accettazione del sacrificio. Intorno a lui si muovono i carnefici, intenti a eseguire la condanna, e un gruppo di astanti, le cui espressioni variano dal dolore alla devozione, enfatizzando il pathos del momento. Il cielo sovrastante si apre a una visione celeste, dove angeli e putti accolgono l’anima del martire, esaltandone il valore sacro e la glorificazione divina.

L’opera si inserisce nel filone del tardo barocco con elementi neoclassici, tipico della pittura sacra di fine Settecento e inizio Ottocento. L’impianto scenografico, con forti effetti prospettici e un’architettura illusionistica, richiama gli affreschi quadraturisti e le decorazioni dei grandi maestri della scuola napoletana. L’uso del colore originario, ora purtroppo alterato da un maldestro restauro precedente, doveva giocare su contrasti luminosi intensi e sulla brillantezza cromatica, oggi compromessa.

Nel corso dei secoli la tela ha subito danni significativi, aggravati dall’accumulo di guano di colombo, che l’ha deturpata per decenni. Durante i lavori di restauro della Chiesa, tra il 2011 e il 2013, è stata sottoposta a un intervento di pulitura e bonifica, seguita dall’applicazione di una velinatura totale con carta giapponese. Questa tecnica consiste nel rivestire la superficie con sottilissimi fogli di carta speciale, al fine di stabilizzare la pellicola pittorica e impedirne l’ulteriore deterioramento. Dopo tale operazione la tela è stata arrotolata su un supporto cilindrico e collocata tra il tavolato ligneo e il tetto della Chiesa per garantirne la protezione.

Nonostante le operazioni di salvataggio, la tela versa in condizioni precarie e necessita di un restauro completo, il cui costo risulta proibitivo. Solo un mecenate generoso potrebbe riportarla all’antico splendore e restituirla alla sua collocazione originale, ma al momento questa prospettiva appare remota. L’opera rischia di essere dimenticata, un destino che non può e non deve compiersi. La sua bellezza e il suo valore artistico meritano di essere salvaguardati per le future generazioni, affinché la storia e la devozione di un’intera comunità non vengano perduti nell’oblio.