Skip to content Skip to footer
Parrocchia di San Gennarello

Januarius – Terra e Oro

Ciro Giaquinto
2019
olio su tela

L’opera di Ciro Giaquinto rappresenta un viaggio simbolico tra spiritualità, natura e storia, a partire dalla raffigurazione lineare del monumento dedicato al nostro fondatore, realizzato nel 1739 dallo scultore Matteo Bottigliero. Questo monumento, situato nella nostra piazza, diventa il fulcro di un’opera pittorica che va oltre la semplice rappresentazione: esso si carica di un profondo significato simbolico, illuminato dal genio cromatico del maestro Giaquinto.

Al centro della scena, la figura di San Gennaro emerge in tutta la sua maestà, avvolta in un’aura dorata. L’oro, scelto come protagonista cromatico, non è solo una celebrazione estetica, ma un richiamo al pensiero di Leonardo Da Vinci, che definiva questo metallo “vero figliol del Sole, perché più c’ha altra creatura a lui s’assomiglia, e nessuna cosa creata è più eterna d’esso.” L’oro, infatti, rappresenta l’eternità e l’incorruttibilità, proprio come la fede e la Parola divina. In quest’opera, San Gennaro risplende di un simbolismo sacro, incarnando l’incorruttibilità dell’anima e la luce spirituale.

L’artista adotta una tecnica pittorica che fonde sfumature e giochi di luce, creando un’atmosfera intensa e suggestiva. Il volto di San Gennaro, pur nella sua essenzialità, trasmette una sensazione di solennità e trascendenza. Il gesto della mano, che sembra benedire o invocare la protezione divina, aggiunge un ulteriore livello di espressività alla composizione. Gli oggetti sacri che il Santo regge tra le mani rafforzano l’idea di sacralità e devozione.

A fare da contrappunto alla brillantezza dell’oro, il fondo della tela è immerso nei colori della “terra”, con tonalità calde e naturali, come l’ocra e la terra di Siena. Questi colori raccontano la semplicità e la forza della nostra terra, “sorella e madre”, dalla quale tutto proviene e alla quale tutto ritorna. La scelta di utilizzare tale tonalità non è casuale: essa rappresenta la materia prima, la culla dei metalli preziosi come l’oro, e sottolinea il legame indissolubile tra uomo e natura.

Giaquinto, con questa fusione cromatica tra l’oro e la terra, invita l’osservatore a riflettere sul rapporto tra il divino e il terreno, tra la sacralità e la responsabilità umana verso il creato. L’opera non è solo un omaggio alla figura del fondatore e al monumento che celebra la nostra comunità, ma diventa un messaggio universale: la terra è un dono prezioso quanto l’oro, ed è nostro dovere preservarla con rispetto e amore.

Attraverso il suo tratto e la sua visione artistica, il maestro Ciro Giaquinto restituisce al monumento della nostra piazza una nuova vita, intrisa di spiritualità e di consapevolezza. Un’opera che celebra la nostra storia, le nostre radici e il nostro impegno per il futuro.