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“Siamo una comunità che non si arrende.” Questa frase ci accompagna ogni giorno, spingendoci a riflettere su come vivere il Vangelo in modo autentico e rispondere concretamente a chi ci sta vicino, senza restare indifferenti.

Un esempio che ci ha toccato profondamente è stato quello di don Roberto Malgesini, che ha dedicato la sua vita a chi vive ai margini, agli invisibili della società. La sua morte tragica ci ha fatto riflettere su quanto sia importante non rimanere fermi di fronte alla sofferenza.

Da questa consapevolezza è nata l’idea della nostra “Mensa Diffusa”. Non è solo un’iniziativa per dare un pasto caldo, ma un modo per far sentire qualcuno meno solo, per mostrare che ci importa davvero di chi vive nelle periferie, lontano dai riflettori. Abbiamo visto vicino a noi la presenza di persone senza fissa dimora e abbiamo deciso di agire, offrendo loro non solo cibo, ma anche un sorriso, un segno che qualcuno le vede e le ascolta.

Ciò che i nostri volontari preparano per le loro famiglie, per la loro tavola, viene condiviso con chi è nel bisogno. E questo è molto bello, perché non si tratta solo di nutrire, ma di creare un legame, di far sentire che non sono soli, che la loro sofferenza non passa inosservata. Ogni pasto diventa così un abbraccio, un gesto che dice “ci siamo”.

La nostra “Mensa Diffusa” non è solo una risposta immediata, ma un invito a guardare oltre l’apparenza, a riconoscere in ogni persona una storia che merita rispetto e attenzione. Ogni pasto che offriamo è un primo passo per avviare una relazione e aprire un dialogo. Non è solo assistenzialismo, ma un gesto di carità che dimostra che non chiudiamo gli occhi di fronte alla sofferenza.

Ogni piccolo gesto di carità ha un grande valore. La nostra iniziativa è il nostro modo di vivere il Vangelo, mettendo in pratica ciò che crediamo. Vogliamo che questa risposta ai segni dei tempi porti speranza, legami forti e una comunità che non si arrende mai alla sofferenza, ma la trasforma in umanità.