3R: Riscatto, Responsabilità, Reinserimento
Messa alla prova – Lavoro di di pubblica utilità
L’istituto della messa alla prova e lavoro di pubblica utilità offre a chi ha commesso reati, prevalentemente di lieve entità, l’opportunità di riabilitarsi attraverso un lavoro di pubblica utilità, favorendo la crescita umana e sociale del reo piuttosto che la sua punizione. Nel 2013, dopo molti dubbi e riflessioni, la nostra comunità accolse il primo affidato. Nonostante la parrocchia fosse già impegnata nei complessi lavori di restauro della chiesa, l’esperienza si rivelò un momento di svolta. Quella prima scelta, non priva di sfide, pose le basi per una lunga tradizione di accoglienza, esperienza che si è consolidata nel tempo.
La comunità parrocchiale non solo offre un luogo fisico in cui svolgere attività utili, come la cura del verde pubblico o il supporto alle iniziative dell’Oratorio, ma crea anche un ambiente favorevole alla rinascita personale. Il contatto diretto con i giovani e i volontari permette agli affidati di riscoprire valori fondamentali come il rispetto e la solidarietà. Da quel momento sono state accolte numerose persone e, tra esse, si è dato anche il caso di tre minori che hanno beneficiato particolarmente delle relazioni positive instaurate all’interno dell’Oratorio, ove ha trovato una nuova rete di sostegno emotivo e formativo.
L’esperienza, seppur prevalentemente positiva, ha incontrato alcuni ostacoli. Alcuni partecipanti inizialmente hanno mostrato difficoltà nell’accettare il percorso di messa alla prova, nonostante il costante sostegno del Servizio Sociale del UEPE di Napoli. Tuttavia, grazie alla pazienza e al supporto della comunità, la maggior parte di loro ha compiuto progressi significativi, abbracciando l’opportunità di riflettere sulle proprie scelte e di lavorare per un futuro migliore. Purtroppo, per alcuni, la strada del riscatto è stata resa più difficile dalla mancanza di opportunità lavorative stabili, dimostrando quanto sia essenziale integrare i percorsi di riabilitazione con politiche di reinserimento lavorativo. Momento cruciale per questo progetto è stato quando, nel gennaio 2021, la parrocchia ha formalizzato la collaborazione con il Tribunale di Nola e l’UEPE di Napoli, attraverso la firma della “Convenzione per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e messa alla prova”, sono stati il sostegno del dott. Luigi Picardi, allora presidente del Tribunale che ha riconosciuto il valore del lavoro svolto dalla comunità, e il costante supporto della dott.ssa Giusy Forte, funzionario del Servizio Sociale.
Molti degli affidati hanno riscoperto la Chiesa non solo come luogo di culto, ma anche come spazio di relazioni umane ed educative. Attraverso momenti di dialogo e preghiera, hanno avuto la possibilità di riflettere sui propri errori e ricostruire una nuova immagine di sé, fondata su valori positivi e sulla speranza di un nuovo inizio. Espressioni di gratitudine sono dovute anche al dott. Raffaele Muzzica, Magistrato Responsabile delle Convenzioni per la messa alla prova, per la fiducia riposta nella comunità parrocchiale, e al Comandante Agostino Giannettino, delle forze dell’ordine di Ottaviano, per il prezioso contributo alla riuscita del progetto. Un merito speciale va riconosciuto anche alla comunità di San Gennarello, che ha accolto questo progetto con grande apertura, dimostrando che il vero riscatto umano e sociale può nascere solo dalla collaborazione tra le istituzioni, civili e religiose e la cittadinanza. Infatti l’esperienza fin qui maturata è un esempio concreto di tale collaborazione che ha offerto a chi ha sbagliato una reale possibilità di rinascita, nel segno della carità cristiana e della speranza.
Gioventù in movimento
Centro Anziani di San Gennarello
“Gioventù in Movimento” è il gruppo nato dall’incontro tra i partecipanti al “Centro Anziani di San Gennarello” e la nostra parrocchia. Questo spazio accogliente e stimolante arricchisce la comunità, offrendo opportunità di socializzazione a chi desidera trascorrere del tempo in compagnia, coltivando interessi e relazioni.
Con laboratori creativi, progetti di aggregazione e momenti di festa, incoraggiamo ciascuno a esprimere il proprio potenziale e a sentirsi parte di un gruppo affiatato. Ogni incontro è un’occasione per vivere momenti significativi e alimentare il valore delle relazioni umane.
In un contesto dove la solitudine può essere una sfida, “Gioventù in Movimento” offre un punto di riferimento per condividere esperienze e scoprire nuovi stimoli. I sorrisi, i gesti di affetto e le attività condivise rendono la quotidianità più ricca e gratificante. Mantenersi uniti e attivi è il modo migliore per continuare a vivere con entusiasmo, a qualsiasi età.
Venerdì dalle ore 17:00 nel Salone Parrocchiale
Januarius
il diario della Comunità
Era il lontano settembre 2010 quando veniva stampato per la prima volta “Ianuarius”, il mensile della nostra comunità parrocchiale. Tanti i sostantivi usati per definirlo: giornalino, mensile, periodico, calendario, diario, ma il termine diario è quello che più gli si addice.
“Ianuarius” vuole essere, appunto, il diario della nostra comunità, dove non ci sono solo date e appuntamenti da ricordare ma anche esperienze vissute, da condividere e da conservare. Nasce inizialmente come uno strumento informativo e, nel tempo, diventa ben altro, si trasforma in un vero e proprio contenitore di testimonianze, di esperienze, di racconti pregni di speranza, di bene, di carità; uno strumento particolarmente prezioso per rievocare momenti importanti, per conservarli e condividerli nel tempo e nello spazio.
“Ianuarius” non contiene dei veri e propri articoli, non rispetta la struttura giornalistica, la sua scrittura è spesso informale ed il linguaggio utilizzato è semplice, di immediata comprensione, proprio per consentirne la lettura anche ai più piccoli. Nella nostra società, essenzialmente digitale, il nostro diario parrocchiale cerca di essere un mezzo comunicativo per raggiungere i tanti che lo leggono o che semplicemente lo sfogliano.
Distribuito alla fine delle celebrazioni arriva in molte case e, anche se letto frettolosamente, diventa strumento di condivisione delle esperienze vissute in parrocchia. Dietro di esso ci sono tanti volti che vivono attivamente la parrocchia, vi scrivono infatti un po’ tutti: sacerdoti, suore, volontari, educatori, catechisti e anche chi di passaggio vive la comunità come “ospite”. Scrivere è un esercizio che fa bene al cuore e alla mente e, nello stesso tempo, diventa potente mezzo emotivo ed implicitamente relazionale, un vero e proprio ponte verso l’esterno, un invito a chi la parrocchia la vive solo in parte o ne è totalmente lontano.
Martyres
Sottotitolo
Papa Francesco ha spesso evidenziato come l’arte sia un mezzo potente per trasmettere la bellezza della fede e proclamare la grandezza della creazione divina. Attraverso le sue molteplici forme – architettura, pittura, musica e letteratura – l’arte diventa un linguaggio universale, capace di far percepire la presenza di Dio. Ammirando un’opera d’arte o la natura stessa, possiamo cogliere un riflesso del Creatore, poiché tutto ci parla del suo amore.
Con questa visione, è nato il progetto “Martyres”, una raccolta di opere d’arte dedicata a San Gennaro e realizzata da artisti locali.
Il progetto si apre inoltre a una riflessione sui martiri contemporanei, come il beato Pino Puglisi e don Roberto Malgesini, che hanno incarnato la santità vivendo il Vangelo in modo coerente e coraggioso. La loro testimonianza di fede è stata fonte d’ispirazione per la creazione di una galleria d’arte che esplora la santità in chiave contemporanea.
Il progetto “Martyres”, attraverso queste opere, non solo celebra la figura di San Gennaro ma offre anche uno spazio di riflessione sulla santità e la testimonianza cristiana, presentata attraverso il linguaggio dell’arte. Le opere degli artisti locali, insieme alla memoria dei martiri contemporanei, offrono un’occasione per meditare sulla fede e sulla bellezza come mezzi per avvicinarsi a Dio e alla sua creazione.
Mettiti al mio posto
L’antica Cripta e il presepe monumentale
Nel cuore della nostra Chiesa Parrocchiale, custodita nell’antico ipogeo, si apre la suggestiva Cripta, ricavata nel 1828. Un luogo intriso di storia e memoria, dove il fascino del passato si intreccia con un’atmosfera di mistero e contemplazione. Ogni anno questo spazio sacro si trasforma in un presepe straordinario, in cui il confine tra spettatore e protagonista si dissolve. Qui si può entrare, camminare tra i pastori, ascoltare le loro voci e mettersi nei loro panni, lasciandosi coinvolgere in un’esperienza immersiva unica. L’ambiente è autentico e avvolgente: il profumo della paglia e del fieno pervade l’aria, mentre le luci soffuse creano un’atmosfera calda e raccolta. In sottofondo, musiche e canti delicati accompagnano il cammino, aprendo il cuore alla meraviglia del Natale. Ogni dettaglio contribuisce a rendere questo viaggio vivo e coinvolgente, capace di farci sentire parte integrante della storia che si svela davanti a noi.
“Mettiti al mio posto – dalla parte di…” è il senso profondo di questo presepe. Un invito a guardare la Natività con occhi nuovi, assumendo ogni volta lo sguardo ora di Giuseppe, ora di Benino, ora dei pastori, poi dell’angelo… o di figure che hanno illuminato il cammino della fede lungo la storia, come San Francesco, Madre Claudia, Mons. Montella… Ognuno di loro ci guida nella riscoperta della Natività, non come un semplice ricordo, ma come un’esperienza sempre nuova e attuale. Il percorso si snoda attraverso diversi ambienti della Cripta, tra volte solenni e architetture secolari, lasciandoci immergere in una narrazione che prende vita davanti ai nostri occhi. Tra le voci che raccontano, gli sguardi che interrogano e le mani tese verso il Bambino, nessuno resta spettatore: ogni visitatore diventa parte viva di questa storia senza tempo, facendosi condurre in un cammino che rinnova lo stupore e la fede.
Sarebbe bello rendere gli spazi della Cripta e dell’ipogeo fruibili in diversi momenti dell’anno. Un’adeguata pavimentazione, un’illuminazione studiata e un buon sistema di areazione permetterebbero di valorizzare questi ambienti unici, trasformandoli in luoghi di incontro e crescita per tutta la comunità. Qui potrebbero trovare spazio eventi culturali, mostre, momenti di riflessione e condivisione che arricchirebbero il cammino di fede con occasioni di bellezza, arte e approfondimento. Anche questo desiderio, prima o poi, si avvererà. In questi anni abbiamo realizzato tanto, passo dopo passo, con impegno e dedizione. La nostra comunità non si è mai fermata nel dare valore e forza alle potenzialità che possiede, nella cura degli spazi comuni, nel custodire la propria storia con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Con la stessa passione e lo stesso spirito di collaborazione continueremo a prenderci cura di questo luogo prezioso, affinché possa essere sempre più vissuto e condiviso, diventando un punto di riferimento per la vita spirituale e culturale di tutti.
La Porta della Tenerezza
Abbattimento delle barriere architettoniche
Domenica 17 settembre 2024, alla presenza del vescovo mons. Francesco Marino, del sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso e del parroco don Raffaele Rianna, è stata inaugurata la nuova rampa d’accesso alla chiesa parrocchiale di San Gennarello. Quest’opera, molto attesa dalla comunità, è stata realizzata per facilitare l’ingresso alle persone con difficoltà motorie, come disabili, anziani e genitori con passeggini. L’emozione era palpabile tra i parrocchiani, che hanno visto concretizzarsi un progetto in cantiere dal 2013, quando don Raffaele ha constatato l’inadeguatezza dell’accesso esistente.
Durante la cerimonia di inaugurazione, don Raffaele ha espresso grande soddisfazione, definendo la rampa “La porta della tenerezza”, simbolo dell’inclusività della parrocchia, che si fa “casa accogliente” per i più fragili, riflettendo l’ammonimento di Papa Francesco: “O tutti, o nessuno”. Il parroco ha sottolineato l’importanza di rendere accessibili tutti i luoghi, affinché i più deboli siano pienamente integrati nella vita della comunità, ribadendo che la fragilità è parte essenziale dell’essere umano e non ne sminuisce la dignità.
La realizzazione della rampa è stata un progetto condiviso e sostenuto attivamente dalla comunità parrocchiale e dall’amministrazione comunale, che ha fornito un contributo determinante. Molti benefattori locali hanno offerto il loro supporto, rendendo possibile il compimento dell’opera.
Il Cortile di Tutti
Spazio polivalente per la Comunità
All’inizio era il cortile. Poi sono venuti i campi, le aule, i saloni e le palestre. Ma il cortile è rimasto, con la sua essenza di luogo aperto e condiviso, spazio di incontro delle diversità, di relazioni spontanee e autentiche. Il cortile è la soglia che non separa, ma unisce, un angolo di vita quotidiana che resiste in una società spesso orientata solo alla funzionalità e al tecnicismo. Riappropriarsi del cortile significa riscoprire il valore delle relazioni libere, informali, educative nel senso più profondo del termine.
“Il Cortile di Tutti” è il nome del progetto nato per dare forma a questa idea nella Comunità di San Gennarello. Un nuovo spazio polivalente che possa accogliere bambini, ragazzi, adulti e anziani, offrendo loro un luogo sereno, protetto, dove costruire legami, condividere esperienze culturali e aggregative. Non si tratta solo di riqualificare un’area, ma di restituire alla comunità un ambiente vivo e fruibile, trasformando spazi trascurati in luoghi d’incontro e crescita.
Il progetto prevede la pavimentazione di un’area incolta per creare una piazza polivalente circondata da aiuole e panchine, pensata per essere vissuta in ogni momento della giornata. Inoltre, sarà ristrutturato un locale adiacente che ospiterà una cucina professionale. Quest’ultima sarà un potenziamento fondamentale per la Mensa da asporto della Caritas Parrocchiale e fungerà anche da spazio per laboratori ed eventi.
“Il Cortile di Tutti” non è solo un progetto architettonico, ma un’opera di comunità, un dono per chi oggi ha pochi spazi di aggregazione e per chi, domani, potrà trovare qui un luogo di crescita e condivisione. Un sogno che, passo dopo passo, diventa realtà.
“Florete Flores”
Progetto di adozione del verde pubblico
“Florete Flores – Fate sbocciare i fiori” è un progetto di adozione del verde pubblico di Piazza San Gennarello, nato per trasformare il dolore della pandemia in un’opportunità di rinascita e speranza. Avviato ufficialmente il 7 marzo 2021, alla vigilia dell’anniversario del lockdown, il progetto è un atto di memoria collettiva e di impegno civico. Il suo significato simbolico è racchiuso nei primi fiori piantati in Piazza, dedicati alle vittime della pandemia. Ogni fiore rappresenta una storia, un volto, un legame che il tempo non cancella. La memoria diventa così uno stimolo per costruire un futuro migliore, un messaggio di speranza per l’intera comunità.
Oltre alla commemorazione, Florete Flores è un’iniziativa concreta di cura del verde pubblico, che prevede la piantumazione di nuove fioriture, la pulizia costante e l’irrigazione nei mesi caldi delle aiuole presenti nella piazza antistante la nostra chiesa. L’obiettivo è restituire alla comunità uno spazio accogliente e curato, un luogo che rifletta l’impegno condiviso per il bene comune. La Piazza, infatti, non è solo un punto di passaggio, ma il cuore della vita sociale, un simbolo del legame tra le persone e del rispetto per l’ambiente. Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è il suo valore educativo. La cura del verde pubblico è una responsabilità collettiva, un dovere che coinvolge tutti. Proteggere e valorizzare gli spazi comuni significa rafforzare il senso di appartenenza e trasmettere alle nuove generazioni l’importanza del rispetto per il territorio. È un’occasione per sviluppare sensibilità ecologica e per riscoprire il valore della bellezza condivisa. Un altro elemento fondamentale del progetto è il coinvolgimento di persone impegnate nei percorsi di messa alla prova e lavori di pubblica utilità. Per costoro, prendersi cura della Piazza non è solo un impegno pratico, ma anche un’opportunità di crescita e di riscatto sociale. Ogni azione – piantare un fiore, ripulire un’aiuola, annaffiare le piante – assume un significato più profondo, trasformando il lavoro in un percorso di responsabilizzazione e integrazione sociale. La cura del verde diventa, così, non solo un gesto concreto di restituzione di bellezza alla comunità, ma anche un’opportunità per riscoprire il valore della partecipazione e dell’impegno.
Florete Flores è più di un semplice progetto di giardinaggio: è un’esperienza di comunità, un’occasione per riscoprire il valore della collaborazione e della solidarietà; è anche un invito a non arrendersi di fronte alle difficoltà, a credere nella possibilità di un nuovo inizio. La bellezza di uno spazio curato riflette la bellezza di una comunità che si prende cura di sé stessa, che investe nel proprio futuro operando piccoli gesti quotidiani di attenzione e dedizione. Prendersi cura del verde significa prendersi cura della vita, perché ogni fiore che sboccia è un simbolo di rinascita, di memoria e di speranza. Florete Flores vuole essere questo: un segno concreto di una comunità che sceglie di guardare avanti, trasformando il dolore in bellezza e il ricordo in futuro.
#testimonianzedivita
in dialogo con…
Ci sono momenti in cui sentiamo il bisogno di fermarci, ascoltare davvero e aprire il cuore agli altri. È da questo desiderio che nasce “Testimonianze di Vita – in dialogo con…”, un’iniziativa della nostra parrocchia pensata per creare un luogo di incontro autentico, dove le storie di vita diventano ponti che ci avvicinano.
Questo format vuole portarci a dialogare con chi vive realtà che, a volte, sentiamo lontane o difficili da comprendere. Attraverso il racconto diretto di esperienze personali, entriamo in contatto con emozioni, riflessioni e vissuti che ci aiutano a metterci nei panni dell’altro. Non è solo ascoltare: è fare domande, comprendere i sentimenti, accogliere anche i silenzi e condividere insieme un tempo prezioso.
Ogni incontro è un invito a guardare il mondo con occhi nuovi, superando pregiudizi e barriere, e a lasciare che la conoscenza reciproca illumini il nostro cammino. Gli ospiti che partecipano portano con sé una storia unica – personale, professionale o spirituale – che ci interroga e ci arricchisce.
“Testimonianze di Vita” è molto più di un semplice evento: è un’opportunità per crescere insieme, per riscoprire il valore del dialogo e per aprirci a ciò che ci sembra “oltre noi stessi”. È un momento per imparare a costruire ponti anziché muri, vivendo il messaggio di accoglienza e ascolto che è al centro del Vangelo.
Ti invitiamo a unirti a noi in questo cammino di scoperta e condivisione. Ogni incontro è un passo verso una comprensione più profonda dell’altro e, forse, anche di noi stessi. Seguici sul nostro sito e sui canali social per scoprire i prossimi appuntamenti e lasciati ispirare dalle storie che ascolteremo insieme.
Ti aspettiamo!
